Tradition Reimagined: Vetro di Murano, Futuri Sostenibili e l’Arte di Costruire Assieme alla Biennale Architettura 2025
È di nuovo tempo di Biennale!
La 19ª Biennale Architettura di Venezia 2025 apre le porte dell’architettura—ricca di arte, innovazione e collaborazione—al mondo intero. Curata da Carlo Ratti, l’esposizione ha per tema “Intelligence. Natural. Artificial. Collective.”
Ispirandosi ai devastanti eventi climatici del 2024, la Biennale 2025 pone un forte accento sulla cultura materiale, sulla responsabilità ecologica e sulle modalità creative e artistiche per esprimerle. Questa edizione invita architetti di tutto il mondo a ripensare e riprogettare il proprio approccio all’architettura di fronte al cambiamento climatico accelerato—esplorando come natura, tecnologia e intelligenza collettiva possano confluire nella creazione di ambienti costruiti resilienti e innovativi.
Ciò che rende questa Biennale particolarmente distintiva è il suo spirito collaborativo. Ingegneri, matematici, climatologi, filosofi, artisti, chef, programmatori, scrittori, intagliatori del legno, agricoltori, stilisti e molti altri uniscono le forze—portando prospettive eterogenee per immaginare un futuro più condiviso, riflessivo e sostenibile. Queste collaborazioni interdisciplinari non rappresentano solo una visione di miglioramento, ma una promessa concreta di alleanze autentiche per un cambiamento reale.
Tra i tanti materiali protagonisti, spicca il vetro di Murano—simbolo della fusione tra eredità e modernità. Tradizionalmente impiegato nelle arti decorative e da sempre apprezzato per la sua bellezza, è stato raramente considerato in ambito architettonico. Questo paradigma ha iniziato a cambiare con Glasstress 2009, evento collaterale della Biennale di Venezia, che ha segnato il primo inserimento significativo del vetro di Murano nei dialoghi dell’arte contemporanea. Da allora, il vetro di Murano si è evoluto in un materiale funzionale ed espressivo, utilizzato nel design e nell’architettura per esplorare temi come la sostenibilità, l’identità e l’innovazione.
Un progetto che incarna pienamente questa svolta è il nuovo Padiglione Rolex, aperto ai visitatori nei Giardini dal 10 maggio al 23 novembre 2025.
L’innovazione non rinnega la tradizione
Nel cuore di Venezia, l’edizione di quest’anno rende omaggio a uno dei suoi simboli più iconici: il vetro di Murano. I maestri vetrai locali mettono a disposizione la propria competenza e tradizioni secolari per promuovere la ricerca sul tema del riciclo del vetro. Il vetro di Murano, per via della sua qualità artistica e della sua composizione mista, non è idoneo al riciclo municipale; tuttavia, proprio in questo ambito, offre un esempio virtuoso di circolarità artigianale. Invece di scartare gli avanzi, gli artigiani muranesi hanno sempre trovato modi creativi per dare nuova vita al vetro scartato, creando un sistema a ciclo chiuso all’interno della propria pratica.
La Biennale si inserisce quindi in piena continuità con questa tradizione: il vetro riciclato può essere impiegato in molti contesti, oltre a quello della vetreria artistica. Arte musiva e murales, ricerca e innovazione dei materiali, design del paesaggio, oggetti d’arte e di design e, non da ultimo, architettura—le possibilità sono infinite.
In questo senso, l’architettura rappresenta un’alternativa sempre più diffusa: il vetro può essere integrato in pavimentazioni in terrazzo o in mattoni vetrocemento, aggiungendo un tocco artistico con un risultato sostenibile. In poche parole, l’innovazione fa squadra con la tradizione, e la Biennale di quest’anno lo racconta con orgoglio.
Padiglione Rolex alla Biennale Architettura 2025
Quest’anno, la Biennale è anche una celebrazione del vetro. A sostituire l’installazione Rolex del 2018, l’architetta nigeriana Mariam Issoufou ha progettato un padiglione ispirato alla forma stessa di Venezia, utilizzando vetro di Murano riciclato. La struttura esterna, realizzata con travi in legno riciclato proveniente dal territorio, armonizza l’eredità veneziana con una modernità ecologica.
Il design degli interni propone uno spettacolo dinamico di luci grazie a un soffitto traslucido in vetro colorato, realizzato dai maestri muranesi. Composto da grandi dischi di vetro incastonati in una struttura metallica, richiama le tradizionali finestre circolari in piombo—note come rui in dialetto veneziano—simili a quelle che si possono ancora vedere, ad esempio, alla Biblioteca Marciana in Piazza San Marco.
Con una varietà di sfumature che cambiano durante la giornata, l’edificio include anche pavimenti in terrazzo ottenuti da vetro frantumato riciclato, noto come cotisso—pezzi grezzi di vetro colorato, spesso ricavati da scarti. Integrando magistralmente l’artigianato veneziano in soluzioni sostenibili, l’installazione ci invita in prima fila nel futuro dell’innovazione.
Dopotutto, la modernità non annulla la tradizione. La trasforma.
Utilizzato per secoli come elemento puramente decorativo, il vetro di Murano viene qui impiegato come materiale architettonico funzionale. È la dimostrazione che un design esteticamente raffinato può anche essere ecologicamente responsabile—quando l’antico dialoga con il nuovo.
Un documentario sulla costruzione del padiglione è proiettato all’interno, approfondendo il ruolo degli artigiani locali e l’impiego di materiali sostenibili. È una testimonianza della forza della collaborazione tra tradizione, innovazione e immaginazione.
La sostenibilità alla Biennale
La sostenibilità è da tempo un valore centrale per la Biennale. Quest’anno, il Padiglione Rolex non è l’unica installazione a celebrare il patrimonio veneziano attraverso il vetro riciclato.
Nei Giardini della Biennale, l’installazione Map of Glass di Barkow Leibinger & capattistaubach offre un altro contributo significativo al tema.
Collocata presso le Vasche, il “giardino sommerso” vicino al Padiglione austriaco, l’opera è un modellino in scala di Venezia. Realizzata in vetro riciclato e cemento organico, esplora l’identità unica della città. Rappresentando la fusione tra strutture umane e natura, l’installazione visualizza la fragilità e complessità di Venezia—la sua storia e le sue sfide contemporanee—utilizzando un materiale che ha contribuito in modo fondamentale alla grandezza della città nel corso dei secoli.
La sostenibilità nel vetro
Come già menzionato in un nostro articolo precedente, il vetro non si decompone in natura. Sebbene il vetro da contenitore sia riciclabile al 100%, quello piano non è generalmente accettato nel riciclo municipale, a causa di rivestimenti, laminazioni e trattamenti. Il vetro speciale—come ceramica, vetro da laboratorio o cristallo—non è riciclabile. Per questo motivo, campi creativi come l’architettura e l’innovazione dei materiali, che si concentrano sul riutilizzo del vetro non riciclabile, svolgono un ruolo cruciale nel rendere il vetro una risorsa sostenibile.
In questo senso, il ruolo del vetro nella Biennale sottolinea un approccio alternativo nel settore. Inoltre, artisti del vetro come Nicolò Bianchini e Tomàs Libertiny impiegano già tecniche a zero sprechi, approfondendo ulteriormente il dibattito. È importante riconoscere il valore dell’uso del vetro riciclato in una cornice internazionale come quella della Biennale.
Parallelamente, gli artigiani locali stanno lavorando da tempo su utilizzi ecocompatibili del vetro, promuovendoli in diverse occasioni.
Nel 2023, ad esempio, i vetrai muranesi hanno organizzato due mostre che dimostrano come il vetro non sia solo un oggetto di design, ma anche un materiale adatto a soluzioni sostenibili:
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Upcycling Glass al Museo del Vetro di Murano
La mostra era incentrata sul riciclo del vetro industriale tramite tecniche tradizionali come la soffiatura e la fusione. Il vetro riciclato è stato trasformato in opere d’arte, riducendone l’impatto ambientale. -
The Art of Raw Glass a Palazzo Grimani
In questo caso, Albero D’Oro ha collaborato con l’ECAL di Losanna per un progetto in cui maestri vetrai e studenti hanno creato nuove opere partendo da scarti, blocchi grezzi e detriti accumulati.
Tutte queste iniziative dimostrano la volontà degli esperti del settore di assumersi la responsabilità e contribuire a portare il vetro sul lato green del mondo. Alla luce di questi sviluppi, la Biennale di quest’anno rappresenta un esempio potente, segnalando il potenziale del vetro come valida alternativa sostenibile nell’architettura—e un nuovo passo verso il suo riconoscimento globale.
Conclusione
La Biennale Architettura 2025 dimostra come la fusione tra tradizione e innovazione possa ispirare soluzioni per un mondo in trasformazione. Il Padiglione Rolex, con il suo straordinario impiego del vetro di Murano riciclato, ne è un esempio emblematico: trasforma un saper fare secolare in simbolo di responsabilità ecologica e progresso creativo.
Attraverso progetti come questo e grazie alla collaborazione tra discipline diverse, la Biennale valorizza il potenziale dei materiali sostenibili in architettura e design. Ci invita a immaginare un futuro in cui l’eredità culturale e la modernità camminano insieme, ricordandoci che rispettare il passato può portarci a spazi più consapevoli, resilienti e umani.
Editor and Communication Manager: Serena Andreucci
Content Writer and Translator: Defne Gökçeer








